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Al termine del secondo conflitto mondiale sul territorio nazionale giaceva un tale quantitativo di armi di ogni tipo e specie appartenenti ai vari eserciti belligeranti che il Ministero della Difesa (MD) dovette ordinare ai propri Enti di rastrellarle: l'allora Fabbrica d'Armi, oggi Polo di Mantenimento delle Armi Leggere (PMAL), ebbe l'incarico di ricevere tutte le armi della fanteria con il compito di individuarne provenienza, marca, modello e calibro e di effettuare una selezione per tipo e per stato d'uso. Un esemplare della campionatura così cernita, completa di scheda tecnica, fu utilizzato per costituire una " Raccolta Tecnica " da aggiornare continuamente con armi provenienti dalle varie fabbriche mondiale e, in seguito all'entrata in vigore della Legge 110 del 18 aprile 1975, tramite accordi tra il Ministero della Difesa ed il Ministero dell'Interno, anche con armi confiscate ai privati o provenienti da Musei in dismissione.

Mediante il mantenimento di rapporti  con il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali di Roma, Musei e  Corpi dello Stato, fu possibile raccogliere e classificare circa 7.000 "pezzi" che coprono il periodo dal 1870 ai giorni nostri e di  cui circa 4.000 completamente restaurati ed esposti in bacheche.

Nel 1986, autorità politiche e culturali della città di Terni espressero a più riprese al MD la volontà di rendere visibile al pubblico la collezione di armi facente parte della Raccolta tecnica: tale richiesta fu suffragata dalla opportunità di dotare la città di Terni di un organismo, il Museo, atto a costituire occasione economica - culturale in un settore che, forte della vita dello Stabilimento presente nel tessuto cittadino sin  dal  1875, costituisse "peculiarità" della città stessa.

Stante le risposte sempre negative del MD causa la "ubicazione" della Raccolta di armi, il ROTARY Club di Terni, il 20 giugno 1990 invitò il Col. (tec.arm) Guido Pesce, allora Direttore dello Stabilimento, a tenere una conferenza su tale tema in una conviviale alla quale erano stati invitati il Senatore Umberto Capuzzo, ex Capo di SME ed il Dott. Glauco Angeletti della Sovrintendenza alle Belle Arti di Roma oltre alle autorità politiche locali.

Al termine della serata scaturì un progetto, da presentare a verifica del MD  (*), che prevedeva la opportunità di istituire a Terni un Museo Storico delle Armi della Fanteria gestito dal MD, ubicando armi, eccedenti la Raccolta tecnica ed altre cedute all'uopo dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, in locali facenti parte della infrastruttura dello Stabilimento ma non più utilizzata dallo stesso.

Per la realizzazione dello studio si costituì una Commissione presieduta dal senatore Umberto Capuzzo e composta dal dott. Glauco Angeletti, dal Col. Guido Pesce, dall'ingegner Francesco Colonnese del Rotary Club di Terni, dal dott. Giuseppe Bruno consigliere regionale DC, dal Sig. Antonio Cassetta Presidente della Cassa di Risparmio di Terni e dal dott. David Lazzari assessore alla cultura della Provincia di Terni e Segretario regionale del PRI. 

Il progetto fu inviato dal Presidente pro-tempore del Rotary Club di Terni, ingegner Raffaele Benucci, al MD : i locali individuati dal Direttore Col. Pesce facevano parte del comprensorio della ex Scuola Allievi Armaioli dello Stabilimento disposti lungo un perimetro rettangolare con al centro un grande piazzale per un totale di 36.000 metri quadrati di cui 21.000 coperti. L'accesso a detti locali era esterno allo Stabilimento e fu stimato un costo per il restauro dei locali in circa 1,5 miliardi di lire.

Il MD autorizzò l' istituzione del Gruppo di lavoro (*)  e stabilì che il progetto stesso poteva andare avanti solo se il nuovo Ente, Museo delle Armi leggere, fosse nato con una precisa collocazione giuridica, amministrativa e gestionale ben distinta dallo Stabilimento Militare.

Il 30 giugno 1991 il Gruppo di Lavoro si riunì a Roma convocato dal Signor Ministro della Difesa, On. Virginio ROGNONI e, in tale riunione, il Ministro autorizzò la realizzazione del Museo nella città di Terni ponendo due precise condizioni:

  • La costituzione del Museo in Ente Morale con relativo Statuto ;
  • Nessun onere finanziario a carico del MD per la ristrutturazione dell'area e dei locali dove sarebbe sorto il Museo.

Il 29 ottobre 1991, il Prefetto di Terni, dott. Isidoro Galluccio, convocava una conferenza stampa nella quale comunicava ufficialmente che erano stati raggiunti gli accordi con i competenti organi dello Stato Maggiore Difesa finalizzati alla costituzione del "Museo delle Armi - Città di Terni ".
Il 25 gennaio 1992, con atto pubblico notarile, veniva costituito l'Ente morale " Associazione Museo delle Armi - Città di Terni", il cui statuto (*),con inseriti i vincoli voluti dal MD e dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, fu approvato dal MD stesso. Nel corpo dello Statuto, all'art. 22 "Norme transitorie" fu nominato un Comitato Esecutivo Provvisorio per gli adempimenti inerenti l'erigendo Museo e che sarebbe stato in carica sino all'apertura dello stesso (*). Detto Comitato era costituito da: Col. Guido Pesce - Presidente, Col. Maurizio Pallone, Ing. Francesco Colonnese, Ing. Raffaele Benucci, dott. Giuseppe Bruno, avv. Mario Berretta Ruozi, dott. Glauco Angeletti, T. Col. Aldebrano Micheli, sig. Dionigi Coppo.

Il 19 agosto 1992(*),il Gabinetto del MD dette il nulla osta alla "Associazione Museo delle Armi - Città di Terni"  per la realizzazione del progetto Museo e per iniziare le procedure, con la Amministrazione Finanziaria per la dismissione dei locali richiesti (*).

Il 19 novembre 1993 (*),il MD confermò la dismissione definitiva dei locali designati per concederli, da parte del Ministero delle Finanze, all'Associazione (*).

Nel 1995 l'Associazione, non riuscendo a reperire i fondi necessari  per pagare l'affitto dei locali si rivolse al Comune di Terni per farlo partecipe al progetto mediante l'acquisizione dell'area e delle infrastrutture. Il Comune, con delibera n.44 del 18.01.1996(*),decise di acquistare l'immobile (*);

L' 11 maggio 2000 (*),fu stipulato il contratto di compravendita per l'acquisizione dell'immobile e dell'area da destinare al Museo, con la precisazione, all'art. 6 che " il contratto deve senz'altro intendersi risolto di diritto ex art. 4, comma 21 della Legge 579/93, nel caso in cui entro il termine di tre anni decorrenti dalla data di approvazione dello stesso, l'immobile compravenduto non sia stato effettivamente adibito a Museo delle Armi  …

Nel dicembre del 2000 il contratto di acquisizione divenne operante e, nell'ambito della finanziaria 2000, grazie alla Associazione che interessò il senatore Guido De Guidi e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio , Enrico Maria Micheli, il 22 febbraio 2001, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Ministro Melandri), furono stanziati 2,5 miliardi di lire per la ristrutturazione dell'area e degli immobili(*).

Il Comune, e precisamente l'Assessorato alla Cultura, fece realizzare, per tale esigenza, un progetto di consolidamento delle opere dalla Sovrintendenza alle Belle Arti di Perugia; in tale contesto, dopo molti solleciti, fu tenuta apposita riunione nella quale fu richiesto all'Assessore  di formare un Comitato tecnico con la presidenza del Prof. Emiliano, responsabile delle attività Museali del territorio ternano, e la partecipazione di due consulenti dell'Associazione stessa (un architetto ed il funzionario della Sovrintendenza alla Belle Arti di Roma , Dott. Angeletti) che, avendo seguito sin dal lontano 1990 le vicende del Museo, avrebbero potuto  dare utili indicazioni sul progetto avendo presente l'aspetto finale del "Museo" stesso.

Il Museo,tenuto conto che solo 1500 - 2000 armi sulle attuali 7500 della Raccolta tecnica potevano trovare collocazione nei locali adibiti avrebbe dovuto prevedere tre Sezioni:

  • Collegamento "Fabbrica d'Armi " -  città di Terni: attraverso le armi, la loro storia parallela dal 1875 ad oggi;
  • Le armi degli eserciti pre-unitari;
  • La mostra, a carattere periodico, di collezioni o tematiche particolari.

Contemporaneamente a tali avvenimenti, fu proposto  al Comune, nell'attesa dell'apertura effettiva del Museo,  di  creare un sito "Museo Virtuale città di Terni " al fine di sensibilizzare la cittadinanza ed i Soci sull'argomento prendendo conoscenza di quanto era in via di realizzazione. L'Associazione, a tale proposito, aveva ottenuto il placet da parte del MD per l'utilizzo delle schede tecniche delle Armi e relative foto ed aveva individuato, nel contesto del Piano di Sviluppo Regionale, la possibilità di reperimento fondi (nella parte "Valorizzazione delle risorse naturali e culturali") per la realizzazione del progetto: tale proposta, se pur condivisa , non ebbe alcun seguito.

Con  Delibera Comunale protocollo 3994 del 16/09/2004, è stato stipulato un "Accordo di collaborazione per la costituzione del Museo delle Armi del Comune di Terni " tra il Comune di Terni  e l'Ispettorato Logistico dell'Esercito (*).

In detto Accordo la gestione del futuro Museo sarà fatta a cura della Direzione per i beni ed i servizi culturali del Comune e l'accantonamento delle armi e la loro cessione definitiva al Comune verrà effettuata direttamente dall'Amministrazione della Difesa.

Ad inizio 2006, con i fondi assegnati :

  • è' stato effettuato lo sminamento dell'area da ristrutturare e la bonifica dell'amianto;
  • e' in corso consolidamento della infrastruttura esistente.

(*) Documentazione agli atti della Associazione

Con Delibera del Consiglio Comunale n. 69 del 12.10.2009, si impegnano Sindaco e Giunta:

1.     a compiere tutti gli atti utili alla ripresa dei lavori per la realizzazione del progetto "Museo delle Armi del Comune di Terni" dal 2006;

2.     a ricercare tutte le disponibilità e le sinergie, sia pubbliche che private, al fine di reperire le risorse economiche in grado di consentire la definitiva realizzazione del Museo;

3.     ad impegnarsi per verificare la possibilità di un'intesa con il Ministero della Difesa al fine di incrementare la raccolta del Museo onde farlo diventare un sito d'interesse nazionale;

4.     impegnare altresì il Sindaco e la Giunta a relazionare in Consiglio sull'evoluzione della tematica"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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